CHRISTIAN SCIENCE MONITOR”: Setta buddhista deplora la mancanza di libertà religiosa nel Vietnam comunista

CHRISTIAN SCIENCE MONITOR”: Setta buddhista deplora la mancanza di libertà religiosa nel Vietnam comunista

Dopo essere stati evacuati a forza dal loro monastero la settimana scorsa, 354 seguaci di un monaco di fama mondiale subiscono nuove pressioni affinché lascino il tempio dove hanno trovato asilo.

Di Simon Montlake | Corrispondente del “The Christian Science Monitor”

Dall’edizione del 5 ottobre 2009

BANGKOK, THAILANDIA – Una corrente buddhista guidata da un monaco vietnamita conosciuto in tutto il mondo è stata cacciata da un monastero negli altopiani meridionali del Vietnam, in conseguenza, secondo membri della corrente religiosa, di un giro di vite deciso dalle autorità. I sostenitori affermano che domenica scorsa circa 100 poliziotti e teppisti in abiti borghesi hanno sgomberato a forza più di 350 monaci e monache buddhisti dal loro monastero situato nelle colline della cittadina di Bat Nha. I monaci, molti dei quali poco più che ventenni, hanno quindi trovato rifugio in un altro tempio più piccolo nei pressi di Bao Loc, ma affermano di essere sottoposti a pressioni ad andarsene da parte delle autorità locali.

Negli ultimi anni, il regime comunista del Vietnam aveva cominciato ad allentare la morsa sui gruppi religiosi, mantenendo uno stretto controllo sui dissidenti. Nel 2006, il Dipartimento di Stato statunitense ha tolto il Vietnam dalla blacklist dei Paesi che limitano fortemente la libertà religiosa, un passo che diverse associazioni a difesa dei diritti umani hanno giudicato prematuro. Ora, i seguaci di questa corrente chiedono agli Stati Uniti e ad altri governi di intervenire, lamentando la persecuzione del Governo vietnamita nei loro confronti.

“Vediamo chiaramente che essi non vogliono che i nostri giovani monaci e monache continuino a stare insieme e a praticare come comunità”, afferma Trung Hai, un monaco attualmente in Francia e in contatto con i 354 monaci rifugiatisi nel tempio presso Bao Loc. Trun Hai afferma che essi temono per la loro sicurezza.

RECENTI REPRESSIONI SU TEMI SENSIBILI

Le recenti tensioni religiose seguono la detenzione di diversi blogger vietnamiti che hanno osato esprimersi criticamente sulle relazioni con la Cina e su altre tematiche politicamente sensibili. Anche un centro indipendente di ricerca politica ha chiuso. Alcuni analisti hanno collegato l’ondata di repressione a turbolenze interne al partito in vista del congresso del 2011.

Non è chiaro se gli attacchi alla corrente buddhista rientrino in questo quadro. I seguaci affermano che le tensioni sono iniziate da diversi mesi, da quando l’abate del monastero, che in un primo tempo aveva accolto favorevolmente i monaci appartenenti a una organizzazione diversa dalla sua, si è rivolto contro di loro, presumibilmente su ordine delle autorità vietnamite che diffidano dei loro insegnamenti e temono la loro popolarità.

IL FONDATORE DELLA CORRENTE: UN ESULE AUTORE DI BESTSELLER

La corrente è stata fondata da Thich Nhat Hanh, un autore di bestseller che vive in esilio in Francia e ha contribuito a rendere popolare il Buddhismo in Occidente. Nel 2005, gli è stato concesso di ritornare in Vietnam dopo oltre tre decenni di esilio, inclusi soggiorni negli USA dove ha preso parte alle proteste contro la guerra del Vietnam.

Durante una seconda visita nel 2007 egli ha creato un centro di insegnamento permanente nella città di Bat Nha, a circa 80 miglia da Ho Chi Minh City. La comunità ha cominciato a espandersi, attraendo giovani vietnamiti colti conquistati dall’enfasi posta sulla semplicità di vita e sull’impegno sociale. La maggior parte di questi monaci e monache sono sulla ventina o anche più giovani. Secondo i sostenitori, due monaci più anziani sono stati messi agli arresti dalla polizia.

Nhat Hanh ha criticato le limitazioni alla libertà religiosa in Vietnam, divenendo così un potenziale bersaglio dei comunisti intransigenti timorosi del potere dei gruppi religiosi. Un’altra possibile ragione, afferma Trung, è il pubblico sostegno che egli ha manifestato lo scorso anno ai buddhisti tibetani in Cina, un atteggiamento che può aver infastidito i leader più filocinesi.

UNA DISPUTA INTERNA TRA CORRENTI BUDDHISTE?

Le autorità non hanno commentato gli ultimi sviluppi della controversia, ma in precedenza hanno detto che si tratta di questioni interne tra due correnti buddhiste.

Dopo la vittoria comunista nel 1975, a tutti i buddhisti del Vietnam venne imposta l’affiliazione alla Chiesa Buddhista Vietnamita (CBV), sotto la minaccia di persecuzioni. A obblighi simili vennero sottoposte altre religioni invise al regime. Sia il monastero di Bat Nha che il tempio di Bao Loc appartengono alla CBV, e Nhat Hanh ha preso le distanze da un gruppo buddhista dichiarato fuorilegge i cui membri sono stati ripetutamente detenuti dalle autorità.

L’Ambasciata Britannica ad Hanoi chiede un incontro con il Governo Vietnamita

L’Ambasciata Britannica ad Hanoi chiede un incontro con il Governo Vietnamita

Abbiamo appreso oggi che l’Ambasciata Britannica ad Hanoi “ha chiesto un incontro con il Governo Vietnamita”. In un messaggio e-mail in risposta alla sollecitazione di un cittadino britannico, essi si dicono

“preoccupati dalle notizie di violenze contro monaci e monache del monastero di Bat Nha. Esortiamo tutte le parti a dare prova di moderazione e a cercare una soluzione alla situazione attuale. Apprendiamo che un certo numero di persone sono state sottoposte a detenzione dalle autorità. Fino a ora non ci è stato detto perché sono state arrestate e se sono tuttora detenute.”

Nell’incontro sperano

“di poter esprimere la nostra preoccupazione e di ottenere assicurazioni che le autorità competenti stiano trattando tutte le parti coinvolte in stretto accordo con le procedure previste dalla legge e nel rispetto dei loro diritti umani.”

Assicurano inoltre che

“Insieme ai nostri partner europei in Vietnam, prendiamo molto seriamente i nostri obblighi circa il rispetto dei diritti umani. Continueremo a fare pressioni sul Governo Vietnamita affinché rispetti i suoi obblighi internazionali in materia di diritti umani, in questo caso così come in altri settori di interesse.”

LA POLIZIA ANTISOMMOSSA VIETNAMITA COLPISCE I SOSTENITORI DEI MONACI BUDDISTI

LA POLIZIA ANTISOMMOSSA VIETNAMITA COLPISCE I SOSTENITORI DEI MONACI BUDDISTI

La libertà religiosa del Vietnam è messa a dura prova mentre i monaci e le monache affermano di essere maltratti.

Centinaia di allievi di un maestro buddista impegnato stavano cercando rifugio in un tempio in Vietnam, mentre la Polizia tentava di farli evacuare in quello che si sta rapidamente configurando come una momento di prova per l’impegno assunto dal paese comunista verso il rispetto della libertà religiosa.

Circa 380 tra monaci e monache fedeli a Thich Nhat Hanh, un monaco che ha contribuito a diffondere il buddismo in occidente, sono stati assediati in un tempio, dopo essere stati costretti, dalla polizia antisommossa e da una folla inferocita, a lasciare il proprio monastero domenica scorsa.

I seguaci hanno riferito che la polizia ed i manifestanti li hanno picchiati e trascinati fuori dai loro dormitori, mentre stavano cantando e meditando, presso il monastero di Bat Nha nella provincia centrale del Lam Dong.

La folla, apparentemente armata di bastoni e martelli, ha infranto porte e finestre, mentre le autorità hanno tolto l’alimentazione elettrica al monastero.

I monaci e le monache, la maggior parte dei quali hanno tra i 18 ed i 25 anni, affermano di essere stati assaliti in quanti il loro leader spirituale, che ora vive in esilio in Francia, aveva fatto appello affinché cessassero le persecuzioni per motivi religiosi e venisse smantellata la polizia religiosa vietnamita.

“Ora è chiaro che la polizia ed il governo non sono ancora soddisfatti dalla chiusura forzata e dalla evacuazione forzata dei monaci e della monache dal monastero di Bat Nha, ma intendono continuare con le aggressioni a questo gruppo di persone”, hanno affermato i monaci .

Gli allievi, che hanno descritto il loro monastero come “ il più radicale e quello che cresce più rapidamente” del Vietnam, affermano che le autorità ritengono anche che Nhat Hanh possa essere una minaccia al loro rigido controllo della osservanza religiosa.

La polizia, nel frattempo, insiste nell’affermare che l’evacuazione è da ricollegarsi ad una disputa in atto tra gli allievi di Nhat Hanh ed una fazione buddista rivale.

Informazioni locali riportano che la polizia avrebbe avviato la propria campagna da domenica scorsa, ponendo i monaci sotto un controllo di 24 ore ed ordinando loro di lasciare il tempio di Phuoc Hue, distante diverse miglia dal monastero.

Apparentemente, i monaci avevano ottenuto l’autorizzazione a stare nel tempio stesso dalla Chiesa Buddista del Vietnam, ufficialmente riconosciuta dal governo.

Nhat Nahn, il quale ha ottenuto la nomina al Premio Nobel per la Pace da parte di Martin Luther King , è stato costretto ad abbandonare il Vietnam del Sud negli anni 1960, in conseguenza della sua opposizione alla guerra del Vietnam.

Egli ha venduto milioni di libri ed ha portato la filosofia buddista ad un nuovo pubblico occidentale, grazie ai suoi insegnamenti Zen ed al suo impegno per la pace.

Il suo ritorno in Vietnam nel 2005 – avvenuto con l’approvazione del governo – dopo 39 anni d’esilio ha risvegliato le speranze per una nuova fase di libertà religiosa nel paese.

I suoi sostenitori hanno in realtà giustificato il gesto del governo come un tentativo di convincere gli USA a cancellare il Vietnam dalla lista dei paesi che non rispettano la libertà di religione, ottenere così l’ingresso nel WTO (organizzazione mondiale del commercio) ed attirare di conseguenza investimenti dall’estero.

I sostenitori di Nhat Hanh erano stati invitati a trovare sistemazione presso il monastero di Bat Nha dalle stesse autorità ufficiali buddiste e da allora hanno investito circa un milione di dollari per ampliare il sito, compresa una sala meditazioni che può contenere fino a 1.800 persone.

L’intervento per bloccare le loro attività è invece iniziato circa un anno fa. All’inizio di questa settimana, circa 15 monaci hanno lasciato il tempio cedendo alle pressioni della polizia, mentre altri due monaci anziani si sono visto ritirare i documenti d’identità e si dice che siano agli arresti domiciliari.

LA SITUAZIONE SI FA CRITICA PER LE TATTICHE PSICOLOGICHE DELLE AUTORITA

LA SITUAZIONE SI FA CRITICA PER LE TATTICHE PSICOLOGICHE DELLE AUTORITA’

La repressione vietnamita dei monaci buddisti: la situazione è critica poiché le autorità hanno iniziato ad adottare delle tattiche psicologiche con la volontà di piegare la resistenza del gruppo dei 379 monaci.

Ad una settimana dalla loro evacuazione violenta dal monastero sulle colline sovrastanti la città, i 379 tra monaci e monache di Bat Nha sono ancora rifugiati nel piccolo tempio di Phuoc Hue, nel cemtro di Bao Loc. Le autorità locali, non trovando un supporto legale ai loro tentativi di disperdere questa comunità sfrattata, hanno circondato il tempio ed hanno dato avvio ad una perfida campagna di manipolazione psicologica.

Le condizioni all’interno del tempio permangono critiche: in mancanza di condizioni igieniche adeguate e di un numero sufficiente di posti per dormire, molti si stanno ammalando con frequenti attacchi di febbre. La polizia locale continua ad allontanare i laici che tentano di portare cibo ai monaci ed alle monache. Nessuno può entrare nel monastero o allontanarsi senza autorizzazione della Polizia. Tutti coloro che si avvicinano al tempio vengono fermati, perquisiti ed interrogati. Chiunque provi a fare delle foto viene allontanato.

Repressione psicologica

“Stanno usando tecniche psicologiche”, ha reso noto Sister Dang Hghiem, un’insegnante di Dharma nella tradizione del Venerabile Thich Nhat Hanh e che attualmente sta organizzando un ritiro negli USA. “Stanno cercando di indebolirli uno alla volta.”

Con l’obiettivo di Mettere a dura prova la calma meditativa, e la capacità di resistenza alla pressione esterna dei monaci zen, il Governo ha varato una campagna di disturbo mirata a indebolire psicologicamente i monaci e le monache, in un tentativo di frammentare la comunità aggirando le norme legali.

I metodi adottati includono:

  • Infiltrare nel tempio dozzine di informatori in incognito, così da importunare sistematicamente i monaci e le monache. Ciascuno dei 15 monaci anziani ha uno o due di questi infiltrati che lo seguono in ogni momento della giornata.

  • Diffondere nelle strade e nelle scuole della regione, attraverso sistemi di altoparlanti, informazioni diffamatorie nei confronti dei monaci e delle monache.

  • Distribuire migliaia di volantini, denunciando l’abate che li sta ospitando ed assistendo.

  • Condurre perquisizioni giornaliere del tempio, maltrattando così i monaci e le monache.

  • Importunare sistematicamente i membri della famiglia di provenienza dei monaci e delle monahce, manipolandoli e facendo pressioni affinché richiamino a casa i propri figli.

“Stanno cercando di convincerci a tornare ai nostri villaggi di origine”, ha dichiarato una delle giovani monache all’interno del tempio. “Ma noi sappiamo che se tornassimo non potremmo più praticare. Ci porrebbero agli arresti domiciliari.”

E’ emerso anche che la scorsa domenica, alcune donne erano state pagate per tentare sessualmente i monaci durante l’evacuazione forzata da Bat Nha.

Lasciateci restare insieme, supplicano i monaci e le monache

I monaci e le monache di Bat Nha continuano ad affermare il loro diritto fondamentale a poter rimanere uniti. Vivere insiemi come una comunità, e condurre una vita essenziale di pratica spirituale e servizio, è l’essenza della loro aspirazione. Aggredire la loro unità e forzare alcuni di loro a tornare ai propri villaggi o cittadine di origine equivale ad aggredire l’essenza stessa del loro percorso spirituale.

“Noi siamo monaci e monache, ed una volta che abbiamo lasciato le nostre famiglie di origine, per seguire un percorso di liberazione, servizio alla società e sostegno agli altri, affidiamo la nostra protezione personale solo ad un tempio o ad un monastero”, così scrivono alcuni di loro dall’interno del tempio di Phuoc Hue.

CONTATTI:

Helpbatnha.org in FRANCIA – Cell: +33 6 06 48 54 45 e helpbatnha@gmail.com. Noi siamo costantemente in contatto con i monaci e le monache nel tempio di Bao Loc – contattate il numero riportato sopra per avere il di cellulare vietnamita per eventuali interviste.