La persecuzione religiosa in Vietnam: 400 discepoli di Thich Nhat Hanh richiedono urgentemente asilo temporaneo

400 discepoli di Thich Nhat Hanh richiedono urgentemente asilo temporaneo .

Continue reading La persecuzione religiosa in Vietnam: 400 discepoli di Thich Nhat Hanh richiedono urgentemente asilo temporaneo →

9 Novembre – Le autorità di Bao Loc continuano a tenere alta la tensione

Otto poliziotti locali stanno mettendo pressione sui Fratelli e le Sorelle che hanno trovato rifugio nel tempio di Phuoc Huê, perquisendo tutti gli angoli del tempio, come hanno fatto più volte in questi ultimi giorni.

Durante tutta la giornata, le autorità locali di Bao Loc, hanno anche trasmesso comunicati attraverso gli altoparlanti della città, allo scopo di far pressione sui monaci e le monache che praticano nella tradizione di Plum Village.

Tra questi annunci è stato comunicato:

- Un ordine dato dal Venerabile Duc Nghi di non continuare a sostenere i seguaci di Plum Village.

- La dichiarazione ufficiale 429, che ha disposto la dispersione dei monaci e delle monache nel mese di dicembre, insistendo sul fatto che tornino alle loro province d’origine

- La dichiarazione ufficiale 7346 della provincia di Lam Dong, che dichiara illegali le pratiche dei monaci e delle monache che hanno trovato rifugio nel tempio di Phuoc Huê

- False informazioni circa il Venerabile Thich Nhat Hanh e i suoi discepoli.

Petizione all’ASEAN – contro la violenza al Monastero di Bat Nha

Petizione all’ASEAN – contro la violenza al Monastero di Bat Nha

Indirizzata a: ASEAN Commissione intergovernativa per i diritti umani

Promossa da: Mindfulness Comunità di Pratica Australia

Cari amici,

i nostri fratelli e sorelle in Australia e Nuova Zelanda hanno redatto questa nuova petizione diretta all’Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico (ASEAN). Sei invitato ad aiutarli firmando questa petizione e diffondendola ai tuoi amici (Twitter, Facebook, MySpace, blog, ecc.)

Testo della petizione:

Il Vietnam assumerà la presidenza dell’Associazione delle Nazioni del Sudest Asiatico (ASEAN) nel 2010. Come membro di questa organizzazione ci si attende che deva rispettare i principi fondamentali dell’ ASEAN, così come sono enunciati nella sua Carta:

Promuovere la pace e l’identità regionale, soluzioni pacifiche delle controversie attraverso il dialogo e la consultazione, e la rinuncia di aggressione.

Sostenere il diritto internazionale in materia di diritti umani, giustizia sociale e il commercio multilaterale.

Composizione delle differenze o delle controversie con metodi pacifici (1976)

Il  Monastero di Bat Nha, in provincia di Lam Dong, è stato attaccato e distrutto, ed è stata usata aggressività e violenza per sgomberare 400 monaci e monache pacifici. Ciò è in contraddizione con il diritto internazionale. Ignora i diritti umani e la giustizia sociale, enunciato come uno dei principi dell’ASEAN. Anche se il Vietnam nega l’intromissione in “controversie interne o locali”, il mancato intervento del governo rispecchia l’attuale stato di illegalità del paese e la mancanza di leadership.

Esortiamo il governo Vietnamita ad intervenire e garantire che nel Monastero di Bat Nha sia permesso vivere e praticare in pace, come onesti cittadini Vietnamiti.

Chiediamo all’attuale Presidente dell’ASEAN, il primo ministro della Thailandia, Abhisit Vejjajiva, di avviare una revisione della nomina del Vietnam alla Presidenza nel 2010, in ragione del mancato intervento del Governo Vietnamita in questa crisi.

Chiediamo che l’ASEAN si adoperi per garantire che ai 400 monaci sia offerta ogni assistenza. Essi sono stati presi di mira solo perché  praticano ciò in cui credono, e ora hanno bisogno di aiuto come sicurezza degli alloggi, libertà da molestie e libertà di praticare il loro credo religioso, senza persecuzioni.

Abbiamo fiducia che l’ASEAN ha il potere di ridurre la violenza che sta accadendo in questo momento e di ripristinare la pace.

Ultime notizie da Bat Nha: 16 ottobre 2009 – Non una ‘disputa locale’: documenti segretamente trapelati confermano il ruolo del Governo nella violenta repressione avvenuta nel Monastero di Bat Nha

Ultime Notizie

da helpbatnha.org

16 ottobre 2009

Non una ‘disputa locale’: documenti segretamente trapelati confermano il ruolo del Governo nella violenta repressione avvenuta al Monastero di Bat Nha.

27 settembre 2009, Vietnam: una folla tumultuosa, comprendente anche funzionari delle forze di sicurezza governative, ha fatto irruzione nel monastero di Bat Nha e con la violenza ha scacciato i 379 monaci e monache, seguaci di Thich Nhat Hanh, famoso insegnante e Maestro Zen.

I monaci sono stati trascinati fuori dalla loro residenza, insultati e sessualmente molestati; finestre e porte sono state fracassate, gli edifici gravemente danneggiati, tutti i computer e gli strumenti di registrazione distrutti sistematicamente. Due monaci sono stati arrestati senza alcuna imputazione e non si sa ancora dove siano detenuti.

Sono già tre settimane che i 379 monaci e monache profughi da Bat Nha hanno trovato incerto riparo nel tempio di Phuoc Hue a Bao Loc, distante 15 km dalla loro residenza. Vivono sotto lo stretto controllo e sorveglianza, 24 ore su 24, della polizia religiosa appostata in mezzo a loro. Eppure continuano a resistere agli incessanti – e illegali – tentativi del governo di disperdere la loro comunità.

Il giorno 10 ottobre l’Ambasciatore USA in Vietnam ha inviato una missione esplorativa nella regione per accertare i fatti. Al tempio di Phuoc Hue essa non si è lasciato ingannare dalla repentina scomparsa della polizia segreta, che per l’occasione si era spostata in un hotel nelle vicinanze, né tantomeno, nel campus deserto di Bta Nha, dove il governo offriva una sorta di pranzo ufficiale, si è lasciata ingannare dalle porte nuove, dalle finestre sostituite di recente e dalla pittura fresca.

Mercoledì 14 ottobre, l’Ambasciata ha dichiarato: “Il fallimento del governo nella protezione [dei monaci e delle monache] dagli attacchi contravviene all’impegno, formalmente assunto dal Vietnam, di garantire, ai livelli internazionalmente condivisi, il rispetto dei diritti umani e della legalità.” [fonte diretta] Questa settimana anche l’Ambasciata del Regno Unito farà richiesta di un incontro con il governo.

Nel frattempo gruppi sempre più numerosi di cittadini vietnamiti di alto rango, disgustati dagli episodi di violenza, dal disprezzo della legalità e dalla mancanza di trasparenza mostrati dal governo, osano far sentire sempre di più la loro voce. Il giorno 5 ottobre hanno resa pubblica, attraverso RFI, VOA e BBC (la stampa nazionale è imbavagliata dal regime), una lettera aperta di condanna della violenza e dell’incapacità del governo a proteggere giovani monaci e monache – ‘il futuro del paese’. La petizione è stata sottoscritta da scrittori, scienziati e i più alti rappresentanti del partito comunista; cominciata con 68 firme di personaggi importanti, ha raggiunto questa settimana quota trecento.

È straordinario che nella stessa settimana in cui nove persone sono state imprigionate come ‘dissidenti’, un tale numero di figure rappresentative abbiano osato protestare per l’oltraggio da essi subito.

Il giorno 7 ottobre il Governo vietnamita ha rotto il silenzio sugli attacchi. La scelta di pubblicarla sul Thanh Nien, una delle più importanti riviste del Vietnam e la più diffusa tra i giovani, è rivelatrice dei timori nutriti dal governo per la grande popolarità di cui gode il monastero di Bat Nha fra la popolazione più giovane e istruita.

Nessuna violenza?!

Il governo nella sua dichiarazione ha spudoratamente sostenuto che le notizie di atti di violenza avvenuti il 27 settembre sono ‘totalmente false’ e che ‘in nessun caso la polizia ha arrestato o percosso nessuno dei monaci o delle monache nel monastero di Bat Nha.’

Ancora:

  • Atti di violenza sono stati confermati sia da notizie ufficiali della Chiesa Buddista di Stato del Vietnam (doc. no.418/VT/BTS, 6 ottobre 2009), sia dalla lettera aperta (petizione); sia dall’Ambasciata USA.

  • In particolare testimoni oculari hanno dichiarato che ben identificati pubblici ufficiali del governo e della polizia locale erano presenti sul luogo dell’irruzione, dirigevano e partecipavano alle operazioni di attacco.

  • La polizia con la forza ha preso in custodia i due fratelli più anziani, Phap Hoi e Phap Sy, senza alcuna accusa formale. Un terzo fratello anziano, Phap Tu, è tuttora scomparso. I monaci e le monache di Bat Nha rivolgono un appello al governo perché li aiuti nelle ricerche.

Quello che suscita una tale ondata di indignazione e fa crescere le sottoscrizioni alla petizione è il fatto che di fronte a tali gravissimi atti di violenza, il governo ha totalmente mancato di intervenire per proteggere la sicurezza e i basilari diritti dei suoi propri concittadini.

Vertenza interna o repressione del Governo?

Il governo pretende che il forzato sgombero sia stato una mera ‘vertenza interna’, nata in seguito alla circostanza che l’Abate del monastero di Bat Nha, il Venerabile Duc Nghi, ‘aveva cambiato opinione’ riguardo al sostegno offerto ai giovani monaci e monache.

Ma se si tratta di una mera vertenza interna, perché il governo:

  • il giorno 17 settembre ha mobilitato tutte le organizzazioni del Confine Nazionale, ordinando loro di allestire ‘una campagna con tutti i mezzi possibili’ per sgomberare i monaci e le monache da Bat Nha? (promemoria ufficioso No.789/UBND)

  • nel luglio di quest’anno, ha ignorato la richiesta di alti rappresentanti della Chiesa Buddhista di perseguire, attraverso i normali canali legali, i responsabili del violento attacco della fine di giugno?

  • si è rifiutato di rinnovare i permessi di soggiorno (dall’ottobre 2008), nonostante che tutti i documenti fossero perfettamente in ordine e i monaci e le monache avessero il pieno benestare della Chiesa Buddhista del Vietnam?

E perché il governo in questo momento:

  • continua a richiedere l’allontanamento dei monaci e delle monache? Secondo la denuncia della Chiesa Buddhista del Vietnam, presentata il 16 ottobre, questa richiesta è contraria alla legge vietnamita, che riconosce loro il diritto di praticare insieme. La stessa richiesta di allontanarli perfino dal tempio di Phuoc Hue (dove sono stati calorosamente accolti e protetti) prova che il problema è il gruppo in sé, non la loro presenza a Bat Nha. Questo è un esplicito attacco del governo al loro fondamentale diritto umano di praticare la loro fede come comunità.

  • disattende completamente le raccomandazioni rivolte dalla Chiesa Buddhista del Vietnam il 6 ottobre? La Chiesa Buddhista conferma gli atti di violenza, ribadisce che ‘i monaci e le monache di Bat Nha hanno il diritto di praticare e la piena legittimità a farlo’ e rivolge un appello al governo perché venga trovato un luogo, in cui essi possano praticare insieme in sicurezza.

Ancora:

  • Il Venerabile Duc Nghi, in due diverse dichiarazioni (registrate), ha vibratamente protestato per aver subito forti pressioni, da parte del governo centrale, tendenti ad allontanare monaci e monache praticanti nella tradizione di Plum Village.

  • Un promemoria interno del governo, in data 29 ottobre 2008, (Doc. No.1329/TGCP-PG) rivela che la politica del governo centrale, volta ad allontanare monaci e monache praticanti nella tradizione di Plum Village, è una diretta ritorsione contro la Comunità di Plum Village in Francia.

  • Fra l’altro il documento esprime parole di condanna nei confronti del Venerabile Thich Nhat Hanh, per aver pubblicato suoi personali appelli, prima rivolti privatamente al Presidente del Vietnam, affinché il Vietnam metta al bando la polizia religiosa e cessi il suo controllo sulla religione. Il Venerabile Thich Nhat Hanh aveva pregato il governo vietnamita di:

Separare la religione dalla politica e la politica dagli affari religiosi. Porre fine a tutti i controlli da parte del governo sulle attività religiose, sciogliere il Dipartimento Governativo per gli Affari Religiosi, ma prima di tutto sciogliere la Polizia Religiosa.”

E aveva auspicato che:

Tutte le associazioni religiose avessero la possibilità di operare liberamente in ossequio alle leggi e ai regolamenti, come qualsiasi altra associazione culturale, commerciale, industriale e sociale.”

In seguito a questa ‘illecita e irrispettosa intrusione in alcune questioni di pertinenza del governo del Paese’, il promemoria fa capire che i documenti relativi alla residenza dei monaci e delle monache non dovrebbero essere ratificati, di modo che “essi non avendo più un campus in cui rifugiarsi con i minimi requisiti di legge, siano costretti ad abbandonare Bat Nha.”

Monaci e monache ‘arbitrariamente’ dichiarati fuori legge

Il governo protesta che i monaci e le monache di Bat Nha hanno omesso di registrare la loro residenza temporanea e hanno svolto pratiche tali da ‘violare i regolamenti relativi alle procedure amministrative del Vietnam, le regole e lo Statuto del Sangha Buddhista del Vietnam.’ [fonte diretta].

Questa presunta illegalità è una comoda finzione creata dal governo.

Questi monaci e monache, tutti cittadini nati e cresciuti in Vietnam, da anni praticano in maniera pacifica sotto gli occhi di tutti. Erano legittimi quando furono ordinati dall’Abate per conto del Ven.Thich Nhat Hanh, legittimi quando attrassero investimenti per un milione di dollari in edifici e terreni di Bat Nha, e legittimi quando furono orgogliosamente schierati in parata dal governo in occasione delle migliaia di celebrazioni dell’Unesco per il Vesak Internazionale del 2007.

Se i monaci e le monache non sono legittimi adesso è semplicemente perché il governo comunista ha arbitrariamente deciso che non sono legittimi.

Autorizzati a praticare la loro religione: documenti provano che i monaci e le monache di Bat Nha sono stati autorizzati a praticare il Buddhismo secondo gli insegnamenti di Plum Village fino al 2010 (Doc. No.525/TGCP-PG del Governo Centrale e No.212/CV/HDTS della Chiesa Buddhista di Stato del Vietnam).

Legalmente residenti a Bat Nha: documenti provano che conformemente a tutti i principi, i monaci e le monache erano legalmente residenti a Bat Nha (No.188/BTS della Chiesa Buddhista del Vietnam).

Nota Bene: il monastero di Bat Nha non è proprietà dell’Abate come persona fisica (monaci e monache non possono avere proprietà), ma della Chiesa Buddhista del Vietnam. Questo documento No.188/BTS è la più forte dichiarazione possibile di supporto da parte del legittimo proprietario del monastero di Bat Nha e della Chiesa Buddhista di Stato.

AFP: Gli USA fanno pressioni sul Vietnam affinché “rispetti gli impegni presi a livello internazionale per il rispetto dei diritti umani”

“…la violenta espulsione dei monaci e delle monache dal monastero di Bat Nha nella Provincia di Lam Dong, e l’incapacità del governo locale di proteggerli dagli assalti, sono in contraddizione con l’impegno preso dal Vietnam al rispetto degli standard internazionali in tema di diritti umani e rispetto della legge…”

Ambasciata USA, HANOI

14 ottobre 2009

Gli USA “contrariati” dall’arresto degli attivisti vietnamiti

HANOI – L’ambasciata USA mercoledì ha fatto sapere di essere “profondamente contrariata” dall’arresto di nove attivisti Vietnamiti, avvenuto la settimana scorsa nonostante l’impegno preso dal Vietnam, in sede internazionale, al rispetto dei diritti umani.

Con processi giudiziari separati, i nove attivisti sono stati condannati a pene che vanno fino a sei anni di reclusione, sulla base dell’articolo 88 del Codice Penale, il quale, secondo quanto affermano alcuni attivisti in favore dei diritti umani, criminalizza anche il dissenso pacifico.

La maggior parte degli accusati è stata condannata per aver esposto degli striscioni che attaccavano il Partito Comunista al potere ed inneggiavano alla democrazia.

L’ambasciata USA ha affermato, in una sua dichiarazione, che i nove sono stati condannati “per aver intrapreso delle attività pacifiche a sostegno della democrazia, dei diritti umani e del pluralismo politico”.

“Gli attivisti stavano semplicemente manifestando le proprie idee in modo pacifico e non rappresentavano una minaccia per la sicurezza nazionale del Vietnam”.

L’ambasciata USA ha inoltre dichiarato di essere preoccupata per le condizioni della scrittrice Tran Khai Thanh Thuy, “picchiata ed arrestata per aver espresso pubblicamente il proprio sostegno ai nove attivisti”.

“Queste azioni, insieme con la violenta espulsione dei monaci e delle monache dal monastero di Bat Nha nella Provincia di Lam Dong e l’incapacità del governo di proteggere loro dall’assalto”, secondo l’ambasciata, “contraddicono l’impegno del Vietnam al rispetto degli standard internazionali in tema di diritti umani e rispetto della legge”.

I monaci e le monache di Bat Nha sono discepoli di uno dei monaci buddhisti più seguiti al mondo, Thich Nhat Hanh, un attivista per la pace e amico dell’assassinato leader americano per i diritti umani Martin Luther King.

Alla fine del mese scorso, i discepoli hanno dichiarato di aver dovuto abbandonare Bat Nha per raggiungere un’altra pagoda, in seguito alle minacce ricevute da alcune persone non identificate ed armate di martelli e bastoni.

L’ambasciata americana ha invitato il Vietnam a “rispettare gli impegni presi a livello internazionale per il rispetto dei diritti umani” ed a rilasciare immediatamente e senza condizioni i prigionieri incarcerati per aver espresso pacificamente le proprie opinioni.

ASSOCIATED PRESS: Gli USA condannano il trattamento riservato ad attivisti e monaci

15 ottobre 2009

Hanoi, Vietnam.

Gli Stati Uniti hanno criticato la recente condanna in Vietnam di nove attivisti per la democrazia, l’arresto di uno scrittore e l’espulsione di monaci buddhisti da un monastero dove praticavano secondo gli insegnamenti di un noto maestro Zen.

L’ambasciata degli Stati Uniti ad Hanoi ha emesso una dichiarazione dicendosi “profondamente disturbata” dalla condanna degli attivisti avvenuta la settimana scorsa, molti dei quali avevano appeso testi pro-democrazia sui cavalcavia delle strade.

“Gli attivisti stavano semplicemente esprimendo pacificamente il loro punto di vista e non minacciavano la sicurezza nazionale del Vietnam”, ha dichiarato l’ambasciata giovedì

notte.

Il Vietman è finito sotto frequenti critiche da parte dei governi occidentali e di gruppi di attivisti per questioni legate ai diritti umani. Il governo comunista del paese non tollera le sfide al suo monopolio di potere.

L’ambasciata degli Stati Uniti ha inoltre dichiarato di essere preoccupata per l’arresto di Tran Khai Thanh Thuy, uno scrittore che ha espresso pubblicamente il suo appoggio agli attivisti.

“Nessuno dovrebbe essere picchiato, arrestato o imprigionato per esercitare il diritto di libertà  di parola”, sostiene la dichiarazione.

Così come gli attivisti, Thuy è stato condannato per aver violato l’articolo 88 del codice penale vietnamita il quale proibisce in senso lato “fare propaganda contro lo stato”.

La dichiarazione dell’ambasciata contraddice inoltre la descrizione dei fatti avvenuti presso il monastero Bat Nha nella provincia di Lam Dong, da dove sono stati cacciati, il 27 settembre, i seguaci del maestro zen Thich Nhat Hanh.

Il ministro degli esteri del Vietnam ha dichiarato che l’espulsione è avvenuta senza violenza e che la polizia ha garantito la sicurezza dei monaci e delle monache. Ma la dichiarazione dell’ambasciata descrive l’espulsione come “violenta” e scredita il  governo vietnamita per “l’incapacità di proteggerli dall’assalto”.

L’ambasciata ha dichiarato che le azioni del gioverno in tutti e tre i casi “contraddicono l’impegno preso dal Vietnam stesso verso i diritti umani internazionali ed il rispetto della legge.”

I funzionari Vietnamiti non saranno immediatamente raggiungibili per dichiarazioni.

Nhat Hanh è un vietnamita, buddhista. Stabilitosi in Francia ha reso popolare il buddhismo in occidente e venduto milioni di libri in tutto il mondo. Fu espulso del Vietnam del Sud durante la guerra e ha vissuto in esilio per 40 anni.

Il magico suono del sitar

Lettera del Maestro Thich Nhat Hanh ai suoi discepoli di Bat Nha – continuazione.

Thay sta continuando a scrivervi una lettera dall’eremo Thach Lang nel monastero di Blue Cliff.

È il 13 ottobre 2009, Thay è appena tornato da New York. A New York, Thay e il Sangha hanno condotto due giornate di pratica per oltre 2000 praticanti americani del Nord-Est. Hanno avuto luogo al Beacon Theatre di Broadway Street, e il tema delle giornate di pratica era “Costruire una società pacifica e compassionevole”. Alle 10,30 del 10 ottobre, oltre 2000 persone hanno partecipato alla meditazione camminata a Broadway per inviare energia ai “bambini di Bat Nha” di Thay che risiedono attualmente al tempio di Phuoc Hue.

Thay ricorda che quando stava a Phuoc Hue, Thay viveva con due fratelli monaci – Thay Tam Cat e Thay Duc Tram, più o meno della stessa età di Thay. Negli anni ’40 noi tre avevamo studiato insieme all’Istituto Buddhista Bao Quoc, a Hue. Il nome da laico di Thay Tam Cat era Huyen Ton Vien Lau. Thay Duc Tram era uno dei discepoli anziani del Molto Venerabile Tri Thu al tempio Paramita. A Phuoc Hue noi tre guidavamo gli amici laici nella loro pratica. La mattina presto uscivamo in un grande campo dietro il tempio e giocavamo a calcio. Fino ad allora, nessuno nella cerchia monastica sapeva come si giocasse a calcio. Il Molto Venerabile Thien Minh (Thay Tri Nghiem) all’epoca era giovane, circa 25 anni, e fu il primo monaco a giocare a calcio insieme ai novizi al tempio di Linh Son, a Da Lat. Alcuni anni dopo, anche altri monaci come Thay Nhu Tram, Tri Khong, Long Nguyet e un certo numero di altri studenti monaci dell’Istituto Buddhista An Quang vennero a Phuoc Hue a studiare e a praticare con Thay. Al tempio di Phuoc Hue, Thay organizzò anche classi di scuola media e superiore per i ragazzi del villaggio. Il vostro fratello più anziano, Nhat Tri, venne ordinato in questo tempio. In quello stesso giorno, un’altra testa di bambino venne rasata ed egli ricevette i tre precetti (equivalenti al primo, al secondo e al quarto dei Cinque Addestramenti alla Consapevolezza). Egli ricevette solo tre precetti perché era troppo giovane – solo sei o sette anni. Questo ragazzino più tardi divenne il Molto Venerabile Nguyen Hanh, che adesso è abate del Vietnam Temple a Huston, uno dei templi più grandi negli Stati Uniti.

La grafia del vostro fratello più anziano Nhat Tri era esattamente come quella di Thay; e così  anche la vostra sorella più anziana, Luong Nghiem, quando scrive calligrafie, anche la sua scrittura somiglia molto a quella di Thay. Il vostro fratello Nhat Tri è stato uno dei pionieri nel movimento Gioventù e Servizio sociale. Egli aiutò a costruire i primi due Villaggi dell’Amore di questo movimento – i villaggi di Cao Kinh e Thao Dien. Fu il Molto Venerabile Chau Duc a condurre il vostro fratello anziano da Quang Nam ad affidarsi alla cura di Thay. Gli studenti di quelle classi di scuola media e superiore del Distretto di Bao Loc sono adesso sui sessanta o settant’anni; la maggior parte di loro sono diventati nonni e nonne. Sorridete, bambini miei. Voi siete ancora molto giovani, perciò imparate a vivere profondamente nel momento presente e a sorridere con sorrisi freschi e sinceri e a guardare con occhi gentili e lucenti. Imparate a vivere e a perdonare proprio nel momento presente e a generare momenti di felicità con la pratica della presenza mentale, così da non diventare troppo presto dei venerabili vecchioni. Il vostro Nonno Monaco, il patriarca Thanh Quy Chan That, è stato capace di mantenere la sua innocenza e la mente pura fino a quando ebbe 80 anni, ed è per questo che riuscì a serbare integra la sua Mente di Principiante. Il vostro Zio Monaco Chi Mau raccontava che nel suo ultimo istante, il Nonno Monaco giaceva nella postura del leone, con le mani giunte in un fiore di loto. Anche noi, come insegnanti e discepoli, aspiriamo a praticare come il Nonno Monaco, mantenendo la nostra aspirazione e la nostra Mente di Principiante intatte per l’intera nostra vita. L’energia della Mente di Principiante porta a noi e alle persone che amiamo molta felicità. La Mente di Principiante è il nutrimento di maggior valore per un praticante spirituale.

Durante questo tour nel Nord America, dando insegnamenti sui Quattro Generi di Nutrimento, Thay ha indicato per prima la volizione, come un genere di cibo, quindi la coscienza, poi le impressioni sensoriali e infine il cibo commestibile. Questo approccio all’insegnamento è stato adottato da Thay per la prima volta in questo tour, al ritiro monastico nel monastero di Deer Park. Thay spera che voi tutti, ovunque voi siate, abbiate la possibilità di ascoltare i tre Discorsi di Dharma offerti durante il ritiro monastico. La Mente di Principiante è anche chiamata Bodhicitta, o Mente d’Amore, che è il nutrimento essenziale per tutti noi. Essa appartiene alla prima fonte di nutrimento – la volizione. Generalmente nella società essa viene chiamata l’ideale, l’aspirazione, il desiderio più profondo nella vita di una persona. Con questo ideale d’amore in mente, abbiamo all’istante una grande sorgente di energia che ci aiuta ad andare avanti, superando tutti gli ostacoli, realizzando i nostri più profondi desideri e raggiungendo una grande felicità. Una persona senza un ideale o un’aspirazione è qualcuno privo di una fonte di vita. Per i praticanti monaci, quell’ideale è trasformare la nostra propria sofferenza e aiutare gli altri a fare altrettanto. Ci siamo riuniti insieme in ragione di quell’ideale e non perché siamo alla ricerca di fama, potere o piaceri dei sensi. Poiché sappiamo che il desiderio di fama, potere e piaceri dei sensi può portare molto pericolo e sofferenza al nostro corpo e alla nostra mente, siamo determinati a liberarci da questi desideri e a trovare un desiderio più salutare – quel desiderio è la nostra Mente d’Amore. La Mente d’Amore è molto forte quando ci pervade interamente. Essa ci aiuta a rompere e ad abbandonare tutte le nostre schiavitù con maggior facilità. Durante la nostra intera vita di praticanti, dovremmo sapere come nutrire quella mente e non permettere che venga erosa.

Dunque, dobbiamo avere una seconda fonte di nutrimento – la coscienza – che è la coscienza collettiva del Sangha. Il Sangha è una comunità di persone con la stessa aspirazione. Ognuno nel Sangha ha l’energia della Mente d’Amore; ognuno vuole praticare allo scopo di trasformare se stesso e contribuire alla missione di servire l’umanità. Vivendo armoniosamente insieme secondo una delle Sei Armonie, il Sangha può generare l’energia collettiva della Consapevolezza, della Concentrazione e della Visione Profonda. È questa energia che aiuta a nutrire la Mente d’Amore in ogni membro del Sangha. Se voi, miei discepoli, amate il Sangha, non volete essere separati dal Sangha, e volete trovare modi per costruire il Sangha, questo è perché avete bisogno di essere nutriti da questa energia collettiva. Perciò, quando hanno cercato di sciogliere e disperdere il sangha, voi avete fatto ogni sforzo per proteggere il Sangha e non permettere che il Sangha sia separato.

Nella società, anche i rivoluzionari hanno la loro Mente d’Amore. Hanno il loro ideale, la loro aspirazione a proteggere la loro terra, il loro popolo; a cacciare indietro gli invasori e a battersi per l’indipendenza del loro Paese. Il volere dei rivoluzionari non è meno rimarchevole della Mente d’Amore di monaci e monache. E anche questi rivoluzionari hanno bisogno di un Sangha per nutrire la loro aspirazione, e quel Sangha è la loro organizzazione rivoluzionaria. Se nel Sangha noi abbiamo l’amore della fratellanza e sorellanza, nell’organizzazione rivoluzionaria c’è l’amore del cameratismo. Questo amore del cameratismo è la fonte di cibo, di motivazione che può nutrire la forza di volontà e lo sforzo del rivoluzionario.

Costruire un’organizzazione rivoluzionaria richiede un’etica rivoluzionaria: integrità e onestà sono le due virtù fondamentali di un’organizzazione rivoluzionaria; proprio come nei precetti monastici dove concentrazione e visione profonda sono la vera essenza di un Sangha. Se non pratichiamo i precetti e le maniere consapevoli e neppure la consapevolezza, non possiamo nutrire l’energia del Sangha. Se il rivoluzionario non pratica l’integrità e l’onestà, allora non può nutrire l’organizzazione rivoluzionaria; e il fuoco della rivoluzione si estinguerà. Questa regola vale anche per il Sangha. Senza la pratica del vivere insieme in armonia con l’energia della consapevolezza, della concentrazione e della visione profonda, il Sangha sarà privo di vita. Dall’esterno, esso appare come una comunità di pratica, ma all’interno esso è composto solo di individui alla ricerca di comfort materiali ed emotivi per soddisfare una vita priva di significato.

La Chiesa Buddhista è  il Sangha di tutti i Sangha. Se la Chiesa Buddhista è fatta di Sangha dotati di forza vitale e di ideali nati dalla Mente d’Amore, l’energia della Chiesa Buddhista sarà potente e la Chiesa Buddhista diverrà una fonte di nutrimento sia per i praticanti laici che per i monaci. Altrimenti, la Chiesa Buddhista sarà solo un luogo dove le persone vengono a cercare profitto e ruolo sociale. Se il sacro fuoco della rivoluzione si è estinto, allora l’istituzione politica non ha più alcuna forza vitale, e coloro che vogliono aderirvi non sono più quelli che sono mossi dall’ideale e dall’aspirazione a proteggere il paese e il suo popolo; ma solo quelli che vanno in cerca di una posizione e di benefici.

Quando i preti cattolici del “Dòng Chúa Cuu The” hanno levato la voce per proteggere il Sangha di Bat Nha, Thay ha visto che questa tradizione di pratica è ancora capace di mantenere la vita della comunità, ed è per questo che essi hanno avuto la forza di pronunciarsi in quel modo. Quando il Direttivo della Chiesa Buddhista della provincia di Lam Dong ha levato la voce per proteggere il Sangha di Bat Nha, Thay ha visto che il Direttivo è ancora capace di mantenere la vita del suo Sangha, ed è per questo che essi hanno avuto coraggio e amore sufficienti per agire così. Se questi venerabili hanno levato la loro voce per darvi rifugio e proteggervi, è perché il Sangha di Bat Nha è ancora un Sangha nutrito dalla Mente d’Amore; dove nessuno rincorre  fama, potere o piaceri dei sensi; dove tutti vogliono solo praticare e servire.

Nell’aprile di quest’anno, all’Istituto Europeo di Buddhismo Applicato, in Germania, Thay ha dato un breve discorso di Dharma sul Sangha e l’istituzione; ha detto che per prima cosa è importante che sia presente un magnifico Sangha, l’istituzione è solo secondaria. Solo quando abbiamo una pesca davvero bella andiamo a cercare un piatto o un vassoio su cui mettere la pesca. Senza la pesca, a che serve il piatto o il vassoio? Se non possiamo avere questa terra di Bat Nha, allora ci sarà un’altra Bat Nha in qualche altro luogo. Ciò che è più importante è costruire un magnifico Sangha.

La prima cosa che fece il Buddha dopo aver ottenuto l’illuminazione sotto l’Albero della Bodhi fu cercare dei compagni di pratica per costruire un Sangha. Costruire Sangha è la carriera dei Buddha ed è anche la carriera di ogni praticante spirituale. Questo è pure il caso dei membri della rivoluzione, cioè costruire un partito rivoluzionario. Senza un Sangha, la carriera di un Buddha non può realizzarsi. Senza l’organizzazione rivoluzionaria la carriera di rivoluzionario non può essere realizzata. Durante gli ultimi sei anni, il vostro insegnante non ha mai, nemmeno una volta, trascurato la pratica di costruire il Sangha. Thay ha aiutato a costruire migliaia di Sangha in tutto il mondo, e ogni Sangha è diventato un luogo di rifugio per molti praticanti locali. Martin Luther King era un uomo al quale Thay si sentiva molto vicino, e parlò del Sangha come della “carissima comunità”, intendendo il “carissimo Sangha”. Il Sangha di Bat Nha è anch’esso uno di questi “carissimi Sangha”.

Quando Thay era ancora un giovane monaco durante la rivoluzione contro la Francia, Thay aveva trovato dei modi per proteggere i rivoluzionari quando erano in pericolo e cercavano rifugio nei templi. Questa era una delle cose più pericolose che si potessero fare. I soldati francesi potevano spararci perché avevamo osato accogliere questi rivoluzionari. A Thay Tri Thuyen, Thay Tam Thuong e a molti altri giovani monaci coetanei di Thay fu sparato per aver fatto ciò. Migliaia di rivoluzionari venivano a nascondersi nei templi, e i monaci e le monache trovavano sempre modi di accoglierli e proteggerli. Lo facevamo perché tutti amavamo il nostro paese e per questo amore volevamo protegere i soldati. Nella lettera che ha inviato al Presidente del Vietnam il 30 settembre 2009, Thay gli ha ricordato questa storia. Thay è certo che quando il Presidente era ancora un rivoluzionario insieme a molti altri soldati che sono oggi veterani della rivoluzione, sia lui che loro si sono trovati spesso in situazioni in cui era a rischio la loro vita; e che essi non dimenticheranno mai lo stretto sostegno che esisteva tra i soldati e la popolazione – la stessa cosa che è l’acqua per il pesce.

Nella stessa lettera, continuando nello stesso spirito, Thay ha scritto anche che i poliziotti e coloro che hanno ordinato loro di usare ogni mezzo per espellervi da Bat Nha, “sicuramente non possono essere figli della rivoluzione”. Le loro azioni sono prive di gratitudine, immorali e traditrici; e non corrispondono in nulla alla tradizione rivoluzionaria. Thay ha anche chiesto al Presidente di intervenire e fermare queste azioni che vanno contro i principi della rivoluzione e contro le virtù e i valori tradizionali della nostra terra. Perché questi poliziotti si sono comportati in quel modo, usando mezzi tanto violenti? Perché non sono figli della rivoluzione? Perché la corruzione e l’abuso di potere sono diffusi ovunque? C’è solo una risposta adeguata: è perché il fuoco della rivoluzione è ormai spento. Le virtù della rivoluzione non esistono più. La fonte di ispirazione, cioè l’ideale della rivoluzione, non esiste più.

Quando non possiamo mantenere la nostra Mente d’Amore – o Bodhicitta – allora non siamo più l’uno per l’altro dei “compagni sul sentiero” o “amici sul sentiero comune”; anche se possiamo dirci buddhisti o discepoli del Buddha. Quando le aspirazioni dei rivoluzionari cessano di vivere, quando siamo intaccati dalla corruzione e dall’abuso di potere, allora non siamo più l’uno per l’altro dei “camerati”, anche se a livello sociale possiamo ancora chiamarci tra noi “camerati”. Quando abbiamo le nostre aspirazioni, la nostra Mente d’Amore, la nostra fratellanza e sorellanza, allora non abbiamo più bisogno di cercare la felicità nella direzione del denaro, della fama, del potere o dei piaceri dei sensi. Insieme viviamo una vita sana e semplice. Thay si è seduto in meditazione con voi, ha mangiato in consapevolezza con voi, respirato con voi, ascoltato la campana con voi, è andato in meditazione camminata con voi, ha lavorato con voi, e organizzato ritiri con voi. Thay ha provato molta felicità in quei momenti trascorsi insieme. Per i combattenti della rivoluzione valgono le stesse cose. Essi hanno vissuto insieme felicemente perché condividevano un ideale comune ed erano capaci di lasciare andare ciò che li avrebbe limitati e resi schiavi. Combatterono insieme fianco a fianco, sopportando insieme venti e tempeste, perché avevano spirito cameratesco e perché erano riscaldati dal sacro fuoco della rivoluzione.

Dire questo non significa che oggi non ci sia possibile riaccendere il fuoco della Mente d’Amore che può essersi estinto in noi. Non significa che non possiamo ridare vita al sacro fuoco della rivoluzione che ha cessato di bruciare. Quando siete entrati nel Sangha il fuoco della vostra Mente d’Amore è divampato. Così molti giovani monaci, dopo aver letto il libro “Parlando ai giovani monaci e monache” ed essere entrati in contatto con il Sangha sono riusciti a ravvivare la loro Mente d’Amore. Così, abbiamo cominciato a vivere insieme con autenticità e felicemente perché il fuoco dell’aspirazione ardeva vivido dentro di noi. E così, ogni giorno che passava, i giovani arrivavano in moltitudine. Questa grande affluenza ha creato paura nel cuore di qualcuno. Costoro inviarono degli emissari a infiltrarsi nelle nostre comunità a Plum Village, Deer Park, Tu Hieu, Bat Nha e ovunque; per vedere che cosa stessimo realmente facendo, e a indagare sul perché potevamo attrarre così tanti giovani tanto velocemente.

Abbiamo forse dei segreti? No, noi non abbiamo alcun segreto! Se un qualche segreto c’è, dev’essere perché sappiamo vivere sinceramente l’uno con l’altro nello spirito della fratellanza e della sorellanza. Noi sappiamo come lasciare andare quelle azioni che possono portare attaccamento e schiavitù. Noi abbiamo una profonda aspirazione a praticare, ad aiutare gli altri e a servire la vita in ogni suo aspetto. Viviamo ogni momento con questa aspirazione. Dunque, quando i giovani interagiscono con noi, anche i loro cuori sono infiammati da questa aspirazione. Questo può certamente avvenire all’interno di una comunità come di un’organizzazione rivoluzionaria: se solo le persone vivessero sinceramente le une con le altre, se solo potessero riaccendere il fuoco dell’ideale rivoluzionario, se solo avessero l’energia che proviene dalla loro aspirazione; allora la corruzione e l’abuso di potere saranno sconfitti. Allora, ad aderire al partito non saranno più gli oppressori e gli opportunisti.

Se coloro che vengono per esaminarci potessero vedere questa verità, entrambe le parti potrebbero trarne beneficio. Noi potremmo praticare in pace, e loro imparare modi per ravvivare la fede nei loro ideali. Sfortunatamente, queste persone non possono vedere questa verità e perciò sono sospettose, e da questo sospetto nasce la paura. A causa di questa paura, essi hanno usato mezzi immorali per sciogliere una comunità di giovani che essi sentivano di non poter tenere sotto controllo. La verità è – perché è necessario sottoporre a controllo la coltivazione delle virtù?

Una volta viveva un re che aveva la curiosità di scoprire come un sitar possa produrre un suono tanto magico. Diede ordine di smontare il sitar in tanti pezzi per trovare il segreto. Esso fu diviso in centinaia di parti, ma non fu possibile individuare la radice dei magici suoni che il re aveva udito. Per conoscere quel segreto si deve sedersi tranquillamente e osservare con attenzione il sitar e il modo in cui si suona, non smontarlo in tanti pezzi. Anche il Sangha è come un sitar. Si partecipi ad esso e lo si osservi attentamente, e si vedrà il miracolo del Sangha. Perché mai si dovrebbe smembrare il Sangha in tante parti rimandando a casa i suoi membri? Facendo così, si perde la possibilità di imparare. I veterani della rivoluzione e tutti noi che abbiamo conservato un po’ del fuoco della rivoluzione nei nostri cuori, grazie alla verità che si è rivelata nella crisi di Bat Nha, tutti noi abbiamo l’occasione di guardare in profondità per ravvivare la fiamma meravigliosa che è sempre stata dentro di noi.

(La lettera continua. Thay vi manderà dell’altro in seguito.)

Vivete ogni giorno in bellezza,

Thay.

Comunicato Stampa – 30.09.2009

Il governo rivela la sua mano e passa dallo sfratto alla deliberata
persecuzione dei monaci di Bat Nha.

E divenuto molto chiaro che il Governo non e soddisfatto con la chiusura
forzata e con lo sfratto violento dei monaci e delle monache dalmonastero
di Bat Nha, al contrario ha intenzione di continuare l’aggressiva
persecuzione dei fratelli e delle sorelle.
Assedio, violente minacce, intimidazioni e arresa forzata di giovani monaci
e monache.
Agenti di Polizia in uniforme hanno assediato il tempio Chua Phuoc  Hue
nella citta di Bao Loc  dove 376 monaci e monache hanno preso rifugio.
Agenti di polizia contati in alcuni moment fino a duecento, hanno ieri
pesantemente minacciato l’Abate, il Venerabile Monaco Thai Thuan. La
scorsa notte, la loro campagna di intimidazione – durante la quale la
reputazione dell’Abate e stata attaccata in migliaia di volantini
distribuiti in tutta la citta – e culminata nella richiesta che l’Abate
consegnasse 15 monaci e monache. Gli ufficiali hanno persino minacciato di
ripetere nel tempio Chua Phuoc Hue le distruzioni e le violenze inflitte a
Bat Nha, in caso di rifiuto di assecondare la richiesta. Sotto
quest’estrema pressione  l’Abate ha consegnato I quindici piu giovani
monaci e monache. Sono stati dati in custodia alla polizia a mezzanotte, e
pare siano stati portati a Saigon.
Questi rifugiati, monaci e monache, sono molto giovani – quasi tutti
sotto I 25 e molti di loro sotto I 18 anni.
Sono vulnerabili e senza alcun aiuto, quasi 400 in totale, affollati in un
piccolo tempio di centro citta per rifugiarsi. I loro fratelli anziani sono
stati deliberatamente separate da loro, presi senza alcun’atto d’accusa
e tenuti agli arresti domiciliary in Ha Noi and Nha Trang, in oltre I loro
documenti sono stati confiscati.
L’assedio della polizia sta continuando in questo momento. Il cibo viene
portato all’interno del tempio da dei discepoli laici, ma con condizioni
sanitarie limitate ( 400 persone in un tempio con 4 o 5 monaci) si temono
malattie.

Per la prima volta, Importanti monaci Buddhisti parlano

Il capo dell’associazione delle Chiese Buddhiste della provincial di Lam
Dong, il Venerabile Hoa Thuong Phap Chieu, ha rassegnato le dimissioni
ieri. In seguito un gruppo di personaggi chiave, Venerabili di alto profilo
nella regione, hanno straordinariamente firmato una lettera di condanna
alle violenze. Hanno domandato la risoluzione pacifica della situazione e
testimoniato sulle violenze subite in giugno quando hanno cercato di
recarsi a Bat Nha per offrire supporto.

Membri della Chiesa Buddista Vietnamita si dimettono

Negli ultimi due giorni, per la prima  volta, da quando negli anni 70 il
Buddhismo venne riorganizzato dal governo,, ufficiali della Chiesa
Buddhista Nazionale  hanno scritto delle lettere per rassegnare le
dimissioni in supporto ai monaci e le monache della Chiesa Buddhista
Unificata.

Supporto da parte dei Cattolici

In una mossa inaspettata, la Chiesa Cattolica piu vicina ha offerto asilo
ai rifugiati, monaci e monache, in caso l’Abate del Tempio Chua Phuoc Hue
fosse incapace di resistere alle pressioni del governo.

Voglio solo praticare la mia fede: lettera di un’aspirante novizia dal Monastero di Bat Nha

Voglio solo praticare la mia fede: lettera di un’aspirante novizia dal Monastero di Bat Nha

Niente elettricità, né acqua, né cibo – nessun problema! Non mi danno nemmeno fastidio gli altoparlanti che implacabilmente notte e giorno vomitano accuse e falsità nelle nostre orecchie. Questa tortura ci dà la possibilità di praticare l’amore e la non violenza verso persone che sfortunatamente sono inclini alla violenza e non amabili…Non importa quanto siano dure per me le circostanze esterne, io provo gratitudine e non nutro risentimento…

(estratto)

Voglio solo praticare la mia fede!

Sono una ragazza nata e cresciuta, in periodo di pace, in una città costiera del Vietnam. Sebbene il Vietnam possa essere più piccolo e più povero di altri Paesi sviluppati del resto del mondo, sono orgogliosa di essere la cittadina di una nazione unica. Mi sono care l’indiscutibile bellezza del mio Paese, la ricca cultura, il suolo antico e perfino la sua storia tumultuosa, che il Buddismo Zen ha condiviso dalla nascita di questo Paese, fin dalle dinastie Ly e Tran. Il mio amore per il Vietnam è in me altrettanto naturale della mia devozione per il Buddhismo.

Lasciarmi alle spalle tutte le ambizioni mondane per diventare una monaca novizia, svolgere umili compiti quotidiani, come spazzare e strofinare, imparare a vivere la fede buddhista non vuol dire rinunciare alla mia vita o al mio Paese, anzi proprio il contrario. Non sono entrata in monastero per scappare dal mondo, ma per dedicare la mia vita al servizio dell’umanità. Desidero seguire le orme dei miei antenati buddhisti e praticare la vera fede dell’amore per i miei conterranei. Aspiro a diventare una monaca buddhista, che professi la non violenza (non combattere, non uccidere, non rubare, non fornicare, non mentire, non assumere droghe o alcol, non divertimenti aberranti) e apprenda a lenire i mali della nostra società. Gli insegnamenti impartiti al monastero Bat Nha rinsaldano la consapevolezza di sé e la responsabilità verso gli altri; qui veniamo per realizzare come i sacrifici delle precedenti generazioni abbiano aperto la via alla nostra libertà e apprezzare pienamente il semplice splendore della nostra cultura così da non sentirci mai inferiori rispetto a più appariscenti bellezze straniere. Accanto alle altre novizie imparo a vivere con semplicità, coltivando un cuore gentile aperto a un amore più grande. Avere la possibilità di praticare apertamente la mia religione di pace incoraggia altresì la pace e la buona volontà fra i membri della mia famiglia e della mia comunità.

La mia vita nel monastero è priva delle comodità moderne, come televisione o telefono. Non posseggo denaro, né ho un conto in banca; rinunciando a qualunque forma privata o sociale di guadagno, condivido una modesta vita comune di duro lavoro, pasti frugali e semplici vesti. Eppure sono in pace e molto più contenta di quanto fossi prima di entrare in monastero. Questa pace nasce dal non desiderare di essere altrove da dove mi trovo, di non volere più di quanto già ho e dall’essere autentica per me e per gli altri. Amando tutti senza essere in debito con nessuno, sono libera dagli abituali attaccamenti che portano preoccupazioni e paura.

Guardando indietro alla mia precedente casa secolare, ricordo che pur essendoci molto affetto nella mia famiglia, non potevamo fare a meno di farci del male l’un l’altro a causa del nostro egoismo. Lo stesso scenario si verificava nella comunità più vasta, afflitta da ingiustizie sociali che vedevano un’abietta povertà accanto a ricchezza e corruzione oscene. Sia i ricchi che i poveri cercavano sollievo alla loro infelicità nella medicina psichiatrica, nelle droghe illecite, nei divertimenti che stordiscono l’anima, sospinti da tensioni insostenibili verso le malattie mentali, il suicidio, la prigione…Io provavo dolore per l’infelicità umana sia intorno che dentro di me, sapendo che i mezzi materiali non conducono a una vera felicità ma neppure riuscendo a porre fine al circolo distruttivo del giudizio e del biasimo. La mia continua ricerca di un modo migliore di vivere, prima attraverso i libri ed esperienze personali, poi attraverso un percorso spirituale, mi ha condotto a Bat Nha. Qui ho finalmente trovato la mia dimora spirituale, dove poter vivere nel sentiero dell’amore.. Qui sto imparando a respirare, vivere, giocare e lavorare con oltre trecento spiriti affini; in breve tempo mi sono trasformata in una persona

nuova, più gentile e più felice! Bat Nha è divenuta la mia seconda casa e nessuna difficoltà soverchiante può trascinarmi via da qui. Niente elettricità, né acqua, né cibo – nessun problema! Non mi danno nemmeno fastidio gli altoparlanti che implacabilmente notte e giorno vomitano accuse e falsità nelle nostre orecchie. Questa tortura ci dà la possibilità di praticare l’amore e la non violenza verso persone che sfortunatamente sono inclini alla violenza e non amabili. Queste difficoltà rappresentano una sfida, perché offrono formidabili opportunità di imparare la pazienza, l’accettazione e il profondo apprezzamento per la vita nel momento presente, ci aiutano a sradicare ansie nascoste e a trasformarci da dentro. Non importa quanto siano dure per me le circostanze esterne, io provo gratitudine e non nutro risentimento.

Il Monastero di Bat Nha è una pacifica comunità di fede. Attraverso la comprensione e l’amore aspiriamo a trasformare noi stessi e a contribuire al miglioramento della nostra società. Chiediamo soltanto la libertà di praticare la nostra fede! Perché il Governo incoraggia la distruzione della nostra casa? Perché legittimi cittadini sono stati violentemente sfrattati e crudelmente percossi? Per favore non costringeteci ad abbandonare la nostra dimora religiosa e la nostra pratica! Per favore non separate i nostri fratelli e sorelle! Noi vogliamo soltanto praticare la nostra religione in pace!

La monaca novizia (aspirante)

Tam Thuong

COMUNICATO STAMPA 27.09.2009

COMUNICATO STAMPA 27.09.2009

COMUNICATO STAMPA URGENTE – Seguaci di un Maestro zen violentemente picchiati e buttati fuori dal monastero

Oggi, alle 9:45 ora locale (le 4:35 in Italia), una folla non identificata di 150 persone ha fatto irruzione nel Monastero Prajña, nella provincia vietnamita di Lam Dong, e ha violentemente cacciato i 379 monaci e monache residenti, seguaci del Venerabile Maestro zen Thich Nhat Hanh. Funzionari del Governo si rifiutano di intervenire e la polizia locale sembra essere implicata.

Una violenza sproporzionata è stata usata contro monaci e monache disarmati, pacifici e che non hanno opposto resistenza, in flagrante violazione di tutti i principi sui diritti umani riconosciuti dalla comunità internazionale.

Una folla di circa 150 persone, tra le quali, si ritiene, anche poliziotti in borghese, hanno fatto irruzione nel monastero nelle prime ore del mattino, sfondando le porte della residenza monastica e facendosi strada a forza nell’edificio. Poliziotti in divisa sono stati visti costituire posti di blocco, impedendo a chiunque di avvicinarsi.

La folla ha attaccato i monaci, che in quel momento, indossando il sanghati (abito da cerimonia color zafferano), erano seduti e cantavano. I fratelli, determinati a rispondere in modo nonviolento, non hanno fatto alcun tentativo di difendersi. La folla, individuati i due monaci più anziani, Phap Hoi e Phap Tu, li ha trascinati per il sanghati sul pavimento, lasciandoli all’esterno sotto una pioggia torrenziale.

La folla ha quindi violentemente cacciato dall’edificio i monaci e gli aspiranti. Ognuno è stato perquisito, e tutte le macchine fotografiche e i telefoni cellulari sono stati confiscati, così che i monaci sono stati privati degli unici mezzi di contatto con il mondo esterno, dal momento che già in giugno la polizia aveva tagliato la linea telefonica. I pochi beni personali dei monaci sono stati gettati da tutti e tre i piani nel cortile sottostante.

Sembra che 30 monaci siano stati separati dal gruppo principale e siano trattenuti nel monastero.

Altri 50 monaci sono stati violentemente ammassati sul cassone di un camion da costruzione e su 3 taxi. Un novizio è stato strozzato; un altro giovane aspirante sanguinava per i colpi inflittigli. Essi sono stati rapiti e non si sa dove siano stati portati.

La folla violenta si è quindi spostata verso gli alloggi delle monache. Al Mountain Cloud Hamlet ha sfondato le porte e ha brutalmente cacciato circa 100 monache residenti e aspiranti. Le sorelle sono state costrette a scendere la collina a piedi; alcune, scivolate nella pioggia, sono state picchiate sul posto.

La folla ha tentato di forzare l’ingresso del secondo hamlet delle monache, ma fino ad ora non è riuscita a sfondare la porta sul fronte. Alle 17:40 le sorelle erano ancora all’interno.

CONTATTI:

Fratello Trung Hai, insegnante di Dharma anziano del monastero Prajña, a Plum Village dal giugno scorso: cell. +33 688 438 509 oppure +33 553 733 924

Sig. Loc, membro della comunità laica dell’Ordine dell’Interessere, attualmente a Bao Loc, Vietnam (parla vietnamita): +84 938 232 330

Nel 2005 i monaci e le monache sono stati invitati dall’abate del monastero Prajña, con l’approvazione del Governo centrale, a vivere e praticare lì secondo gli insegnamenti di Thich Nhat Hanh. Nel giugno 2008, l’abate disse di stare subendo pressioni da parte del Governo (specificatamente da parte della polizia religiosa e dal Comitato Governativo per gli Affari Religiosi) al fine di non consentire più ai monaci e alle monache di restare. Da quel momento la situazione si è deteriorata, e il monastero è stato oggetto di minacce. In un precedente attacco da parte della folla, il 29 giugno di quest’anno, vennero confiscati e distrutti beni e alcune capanne furono bruciate.

Vedi altri resoconti precedenti:

ASSOCIATED PRESS: “Tensions Rise As Police Question Monks Followers” – BEN STOCKING (Sept. 09) http://www.newsvine.com/_news/2009/09/22/3299207-tensions-rise-as-police-question-monks-followers

BBC NEWS: “Attack on Vietnam Monastery” (July 2009) http://news.bbc.co.uk/2/hi/asia-pacific/8168200.stm