Ultime notizie da Bat Nha: 16 ottobre 2009 – Non una ‘disputa locale’: documenti segretamente trapelati confermano il ruolo del Governo nella violenta repressione avvenuta nel Monastero di Bat Nha

Ultime Notizie

da helpbatnha.org

16 ottobre 2009

Non una ‘disputa locale’: documenti segretamente trapelati confermano il ruolo del Governo nella violenta repressione avvenuta al Monastero di Bat Nha.

27 settembre 2009, Vietnam: una folla tumultuosa, comprendente anche funzionari delle forze di sicurezza governative, ha fatto irruzione nel monastero di Bat Nha e con la violenza ha scacciato i 379 monaci e monache, seguaci di Thich Nhat Hanh, famoso insegnante e Maestro Zen.

I monaci sono stati trascinati fuori dalla loro residenza, insultati e sessualmente molestati; finestre e porte sono state fracassate, gli edifici gravemente danneggiati, tutti i computer e gli strumenti di registrazione distrutti sistematicamente. Due monaci sono stati arrestati senza alcuna imputazione e non si sa ancora dove siano detenuti.

Sono già tre settimane che i 379 monaci e monache profughi da Bat Nha hanno trovato incerto riparo nel tempio di Phuoc Hue a Bao Loc, distante 15 km dalla loro residenza. Vivono sotto lo stretto controllo e sorveglianza, 24 ore su 24, della polizia religiosa appostata in mezzo a loro. Eppure continuano a resistere agli incessanti – e illegali – tentativi del governo di disperdere la loro comunità.

Il giorno 10 ottobre l’Ambasciatore USA in Vietnam ha inviato una missione esplorativa nella regione per accertare i fatti. Al tempio di Phuoc Hue essa non si è lasciato ingannare dalla repentina scomparsa della polizia segreta, che per l’occasione si era spostata in un hotel nelle vicinanze, né tantomeno, nel campus deserto di Bta Nha, dove il governo offriva una sorta di pranzo ufficiale, si è lasciata ingannare dalle porte nuove, dalle finestre sostituite di recente e dalla pittura fresca.

Mercoledì 14 ottobre, l’Ambasciata ha dichiarato: “Il fallimento del governo nella protezione [dei monaci e delle monache] dagli attacchi contravviene all’impegno, formalmente assunto dal Vietnam, di garantire, ai livelli internazionalmente condivisi, il rispetto dei diritti umani e della legalità.” [fonte diretta] Questa settimana anche l’Ambasciata del Regno Unito farà richiesta di un incontro con il governo.

Nel frattempo gruppi sempre più numerosi di cittadini vietnamiti di alto rango, disgustati dagli episodi di violenza, dal disprezzo della legalità e dalla mancanza di trasparenza mostrati dal governo, osano far sentire sempre di più la loro voce. Il giorno 5 ottobre hanno resa pubblica, attraverso RFI, VOA e BBC (la stampa nazionale è imbavagliata dal regime), una lettera aperta di condanna della violenza e dell’incapacità del governo a proteggere giovani monaci e monache – ‘il futuro del paese’. La petizione è stata sottoscritta da scrittori, scienziati e i più alti rappresentanti del partito comunista; cominciata con 68 firme di personaggi importanti, ha raggiunto questa settimana quota trecento.

È straordinario che nella stessa settimana in cui nove persone sono state imprigionate come ‘dissidenti’, un tale numero di figure rappresentative abbiano osato protestare per l’oltraggio da essi subito.

Il giorno 7 ottobre il Governo vietnamita ha rotto il silenzio sugli attacchi. La scelta di pubblicarla sul Thanh Nien, una delle più importanti riviste del Vietnam e la più diffusa tra i giovani, è rivelatrice dei timori nutriti dal governo per la grande popolarità di cui gode il monastero di Bat Nha fra la popolazione più giovane e istruita.

Nessuna violenza?!

Il governo nella sua dichiarazione ha spudoratamente sostenuto che le notizie di atti di violenza avvenuti il 27 settembre sono ‘totalmente false’ e che ‘in nessun caso la polizia ha arrestato o percosso nessuno dei monaci o delle monache nel monastero di Bat Nha.’

Ancora:

  • Atti di violenza sono stati confermati sia da notizie ufficiali della Chiesa Buddista di Stato del Vietnam (doc. no.418/VT/BTS, 6 ottobre 2009), sia dalla lettera aperta (petizione); sia dall’Ambasciata USA.

  • In particolare testimoni oculari hanno dichiarato che ben identificati pubblici ufficiali del governo e della polizia locale erano presenti sul luogo dell’irruzione, dirigevano e partecipavano alle operazioni di attacco.

  • La polizia con la forza ha preso in custodia i due fratelli più anziani, Phap Hoi e Phap Sy, senza alcuna accusa formale. Un terzo fratello anziano, Phap Tu, è tuttora scomparso. I monaci e le monache di Bat Nha rivolgono un appello al governo perché li aiuti nelle ricerche.

Quello che suscita una tale ondata di indignazione e fa crescere le sottoscrizioni alla petizione è il fatto che di fronte a tali gravissimi atti di violenza, il governo ha totalmente mancato di intervenire per proteggere la sicurezza e i basilari diritti dei suoi propri concittadini.

Vertenza interna o repressione del Governo?

Il governo pretende che il forzato sgombero sia stato una mera ‘vertenza interna’, nata in seguito alla circostanza che l’Abate del monastero di Bat Nha, il Venerabile Duc Nghi, ‘aveva cambiato opinione’ riguardo al sostegno offerto ai giovani monaci e monache.

Ma se si tratta di una mera vertenza interna, perché il governo:

  • il giorno 17 settembre ha mobilitato tutte le organizzazioni del Confine Nazionale, ordinando loro di allestire ‘una campagna con tutti i mezzi possibili’ per sgomberare i monaci e le monache da Bat Nha? (promemoria ufficioso No.789/UBND)

  • nel luglio di quest’anno, ha ignorato la richiesta di alti rappresentanti della Chiesa Buddhista di perseguire, attraverso i normali canali legali, i responsabili del violento attacco della fine di giugno?

  • si è rifiutato di rinnovare i permessi di soggiorno (dall’ottobre 2008), nonostante che tutti i documenti fossero perfettamente in ordine e i monaci e le monache avessero il pieno benestare della Chiesa Buddhista del Vietnam?

E perché il governo in questo momento:

  • continua a richiedere l’allontanamento dei monaci e delle monache? Secondo la denuncia della Chiesa Buddhista del Vietnam, presentata il 16 ottobre, questa richiesta è contraria alla legge vietnamita, che riconosce loro il diritto di praticare insieme. La stessa richiesta di allontanarli perfino dal tempio di Phuoc Hue (dove sono stati calorosamente accolti e protetti) prova che il problema è il gruppo in sé, non la loro presenza a Bat Nha. Questo è un esplicito attacco del governo al loro fondamentale diritto umano di praticare la loro fede come comunità.

  • disattende completamente le raccomandazioni rivolte dalla Chiesa Buddhista del Vietnam il 6 ottobre? La Chiesa Buddhista conferma gli atti di violenza, ribadisce che ‘i monaci e le monache di Bat Nha hanno il diritto di praticare e la piena legittimità a farlo’ e rivolge un appello al governo perché venga trovato un luogo, in cui essi possano praticare insieme in sicurezza.

Ancora:

  • Il Venerabile Duc Nghi, in due diverse dichiarazioni (registrate), ha vibratamente protestato per aver subito forti pressioni, da parte del governo centrale, tendenti ad allontanare monaci e monache praticanti nella tradizione di Plum Village.

  • Un promemoria interno del governo, in data 29 ottobre 2008, (Doc. No.1329/TGCP-PG) rivela che la politica del governo centrale, volta ad allontanare monaci e monache praticanti nella tradizione di Plum Village, è una diretta ritorsione contro la Comunità di Plum Village in Francia.

  • Fra l’altro il documento esprime parole di condanna nei confronti del Venerabile Thich Nhat Hanh, per aver pubblicato suoi personali appelli, prima rivolti privatamente al Presidente del Vietnam, affinché il Vietnam metta al bando la polizia religiosa e cessi il suo controllo sulla religione. Il Venerabile Thich Nhat Hanh aveva pregato il governo vietnamita di:

Separare la religione dalla politica e la politica dagli affari religiosi. Porre fine a tutti i controlli da parte del governo sulle attività religiose, sciogliere il Dipartimento Governativo per gli Affari Religiosi, ma prima di tutto sciogliere la Polizia Religiosa.”

E aveva auspicato che:

Tutte le associazioni religiose avessero la possibilità di operare liberamente in ossequio alle leggi e ai regolamenti, come qualsiasi altra associazione culturale, commerciale, industriale e sociale.”

In seguito a questa ‘illecita e irrispettosa intrusione in alcune questioni di pertinenza del governo del Paese’, il promemoria fa capire che i documenti relativi alla residenza dei monaci e delle monache non dovrebbero essere ratificati, di modo che “essi non avendo più un campus in cui rifugiarsi con i minimi requisiti di legge, siano costretti ad abbandonare Bat Nha.”

Monaci e monache ‘arbitrariamente’ dichiarati fuori legge

Il governo protesta che i monaci e le monache di Bat Nha hanno omesso di registrare la loro residenza temporanea e hanno svolto pratiche tali da ‘violare i regolamenti relativi alle procedure amministrative del Vietnam, le regole e lo Statuto del Sangha Buddhista del Vietnam.’ [fonte diretta].

Questa presunta illegalità è una comoda finzione creata dal governo.

Questi monaci e monache, tutti cittadini nati e cresciuti in Vietnam, da anni praticano in maniera pacifica sotto gli occhi di tutti. Erano legittimi quando furono ordinati dall’Abate per conto del Ven.Thich Nhat Hanh, legittimi quando attrassero investimenti per un milione di dollari in edifici e terreni di Bat Nha, e legittimi quando furono orgogliosamente schierati in parata dal governo in occasione delle migliaia di celebrazioni dell’Unesco per il Vesak Internazionale del 2007.

Se i monaci e le monache non sono legittimi adesso è semplicemente perché il governo comunista ha arbitrariamente deciso che non sono legittimi.

Autorizzati a praticare la loro religione: documenti provano che i monaci e le monache di Bat Nha sono stati autorizzati a praticare il Buddhismo secondo gli insegnamenti di Plum Village fino al 2010 (Doc. No.525/TGCP-PG del Governo Centrale e No.212/CV/HDTS della Chiesa Buddhista di Stato del Vietnam).

Legalmente residenti a Bat Nha: documenti provano che conformemente a tutti i principi, i monaci e le monache erano legalmente residenti a Bat Nha (No.188/BTS della Chiesa Buddhista del Vietnam).

Nota Bene: il monastero di Bat Nha non è proprietà dell’Abate come persona fisica (monaci e monache non possono avere proprietà), ma della Chiesa Buddhista del Vietnam. Questo documento No.188/BTS è la più forte dichiarazione possibile di supporto da parte del legittimo proprietario del monastero di Bat Nha e della Chiesa Buddhista di Stato.

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